Un pezzo di Giappone a Palazzo Coppini (Firenze)

Un pezzo di Giappone a Palazzo Coppini
A Firenze un nuovo Centro studi e incontri internazionali

Firenze, 31 maggio 2013 – Una nuova sede per incontri, presentazioni e scambi culturali, che ospita anche una collezione particolare: migliaia di oggetti provenienti da ogni parte del mondo e una biblioteca composta da 6mila volumi in dieci diversi alfabeti e moltissime lingue.
È l’ultima impresa della Fondazione Romualdo Del Bianco® – Life Beyond Tourism® che ha voluto creare nel cuore della città un altro luogo in cui i 77 Paesi con i quali opera (e non solo) possano incontrarsi e dialogare. Si tratta del cinquecentesco Palazzo Coppini, nell’antica via del Giglio, sede storica della Fondazione, appena ristrutturato e dotato di sette sale per riunioni e convegni, oltre a spazi espositivi e di accoglienza che possono ospitare fino a 150 persone.
L’iniziativa è frutto della ultraventennale esperienza della Fondazione Romualdo Del Bianco® – Life Beyond Tourism® in incontri internazionali e interdisciplinari a favore del dialogo tra civiltà. Istituzioni, organizzazioni, associazioni, imprese potranno disporre in Palazzo Coppini di sale e attrezzature per le loro iniziative.
«Palazzo Coppini rappresenta fisicamente l’esito e il simbolo del pluridecennale lavoro compiuto dalla Fondazione Romualdo Del Bianco® – Life Beyond Tourism® e dalla sua rete internazionale perché le relazioni umane – spiega il presidente della Fondazione, Paolo Del Bianco – l’apertura all’altro, la reciproca conoscenza attraverso il patrimonio culturale e naturale, tangibile e intangibile, possano essere riconosciute come imprescindibili esigenze della “Famiglia Umana”».
Nel 2006 la Fondazione Romualdo Del Bianco® – Life Beyond Tourism® aveva già favorito la destinazione a pubblica utilità del vasto spazio che oggi ospita l’Auditorium al Duomo. Quest’anno ha voluto fare una scelta simile, facendo un passo indietro rispetto al primo progetto di dare a Palazzo Coppini una destinazione alberghiera e puntando invece a creare un altro luogo in cui culture diverse possano incontrarsi e dialogare.
Palazzo Coppini è sede del Centro Studi e Incontri Internazionali, laboratorio della Fondazione per gli studi, le ricerche e gli incontri per il dialogo fra culture. Un importante avvenimento per la città che potrà disporre di Palazzo Coppini, assieme al contiguo Auditorium al Duomo con l’Anfiteatro Andrzej Tomaszewski, è esito dell’impegno della Fondazione per promuovere a Firenze l’Assemblea Generale 2014 – dedicata a “Heritage, Landscape as Human Values” – dell’ICOMOS International Council on Monuments and Sites, il cui Comitato Esecutivo ha deciso di tenere incontri biennali a Firenze; la sede sarà Palazzo Coppini.
Altre istituzioni, organizzazioni, associazioni, imprese potranno disporre in Palazzo Coppini di sale e attrezzature per le loro iniziative. La posizione strategica a due passi dalla stazione di Santa Maria Novella, i veloci collegamenti con le maggiori città italiane ed europee, e la vicinanza con le altre strutture del Centro Congressi al Duomo, in particolare con l’Auditorium al Duomo e il suo Anfiteatro Andrzej Tomaszewski, rendono gli spazi del Palazzo Coppini particolarmente adatti per le sottosessioni dei convegni, riunioni dei comitati, eventi collaterali, workshops, masterclasses e incontri riservati all’interno degli eventi scientifici e culturali più ampi.

In memoria di Arimitsu Tsuji

Ogni sala di Palazzo Coppini è stata dedicata alla memoria di uno degli esperti che hanno contribuito in maniera significativa a far crescere la rete internazionale della Fondazione Romualdo Del Bianco® – Life Beyond Tourism®, oggi estesa in cinque continenti: Arest Beglaryan, Bohumil Fanta, Aleksej Komech, Oleksandr Rovenko, Aleksej Shkaev, Arimitsu Tsuji e Mihály Zádor (Armenia, Repubblica Ceca, Russia, Ucraina, Kirghizistan, Giappone, Ungheria). Si tratta di una rappresentanza di tutta la grande famiglia degli esperti della Fondazione che quotidianamente, nel modo, si sono dedicati o si dedicano alle sue attività.
Una delle sette sale è dedicata appunto al giapponese Arimitsu Tsuji, nato a Kyoto nel 1941 e scomparso nel 1996. Amministratore delegato della Kyōkane Co.Ltd prima e presidente poi, nel 1983, ha aderito al Kyoto Rakuhoku Rotary Club.
Nelle vesti di responsabile del settore Relazione Internazionale del Kyōto Rakuhoku Rotary Club, ha iniziato il suo rapporto di collaborazione e amicizia con Paolo Del Bianco. Per il 40° anniversario del gemellaggio tra città di Kyoto e Firenze, proprio insieme a Paolo Del Bianco, in quel momento responsabile degli Affari Esteri del Rotary Club Firenze Est, ha realizzato il restauro dei tre quadri di Jacopo da Bassano conservati alla Galleria degli Uffizi a Firenze. Così, Arimitsu Tsuji, contribuendo a consolidare l’amicizia tra i due Rotary Club delle città gemellate, ha dato il suo sostegno all’attività della Fondazione Romualdo Del Bianco proprio agli inizi della sua storia. Grazie anche ad Arimitsu Tsuji si sono svolte numerose attività di scambio interculturale per i giovani attraverso il programma di conservazione, valorizzazione e utilizzazione dei beni culturali del territorio.
Notevolissimo anche il suo impegno in Patria. Insieme a sua moglie Junko, nel 1991, ha iniziato un’opera di riscoperta e valorizzazione degli antichi templi e santuari del territorio di Kyoto, Shiga, Nara, Tokyo e Kamakura, parte del patrimonio dell’umanità, insieme alle celebrazioni matrimoniali tradizionali con l’obiettivo di tramandare la storia, la cultura e la tradizione giapponesi alle generazioni future.

Gli oggetti in esposizione
Maschere artigianali, un uchikake, libri e opere d’arte

Gli oggetti esposti in Palazzo Coppini sono memorie, oggetti di artigianato e volumi donati alla Fondazione nel corso del tempo. Sono testimonianze di gratitudine e apprezzamento da parte di studenti, professori, rappresentanti istituzionali ed amici che sono venuti in Toscana invitati a partecipare alle attività promosse dalla stessa Fondazione.
Al di là delle distanze geografiche e delle differenze culturali, tutti sono segni di particolare condivisione e affetto da parte dei donatori. Sono quindi un concreto simbolo delle armoniose relazioni umane, di cui il mondo attuale ha una sempre più forte necessità.

Tra gli oggetti donati, anche un uchikake, un kimono usato prima dalle mogli di guerrieri o di nobili nelle occasioni formali e poi un abito di nozze, donato dalla famiglia Yamada ai Del Bianco. Tra gli altri oggetti provenienti dal Giappone che figurano nelle esposizioni del Palazzo Coppini ecco maschere artigianali del Teatro Noh, bambole tradizionali, scatole di urushi (lacche giapponesi), tessuti di seta per il kimono, un arazzo e numerosi libri.
Proprio i libri raccolti a Palazzo Coppini formano una biblioteca rara: oltre 6000 volumi scritti in 10 alfabeti e molteplici lingue, provenienti da tutto il mondo, incluso il Giappone, e incentrati in grande misura sul patrimonio mondiale, tangibile e intangibile. Sono tutti catalogati e a disposizione di studiosi e ricercatori.
Assieme a questi oggetti sono collocati in Palazzo Coppini anche dodici busti in marmo dello scultore toscano Dino De Ranieri, raffiguranti altrettanti stati d’animo comuni a tutta la “Famiglia Umana” al di là delle differenze culturali. I busti sono stati già esposti in prestigiose istituzioni a Mosca e a Saratov, e fanno oggi parte della raccolta della Fondazione Romualdo Del Bianco® – Life Beyond Tourism® grazie al rapporto profondo e di lunga data con lo scultore.

Palazzo Coppini
Un gioiello architettonico nel cuore di Firenze

Il restauro permetterà al pubblico di ammirare anche la bellezza architettonica di Palazzo Coppini, sede storica della Fondazione Romualdo Del Bianco® – Life Beyond Tourism®, tra gli edifici fiorentini di grande interesse. Nell’insieme dei suoi elementi strutturali e di arredo è infatti possibile individuare alcuni periodi fondamentali della città racchiusa dal tracciato delle mura arnolfiane. Il primo è relativo all’originario fabbricato medievale, individuabile nel troncone di una di quelle torri cittadine “scapezzate” nel 1250 per un decreto del governo del Primo Popolo, e quindi inglobate in residenze signorili. Il secondo è rappresentato da una fase di ampliamento planimetrico e strutturale risalente ad epoca cinquecentesca, testimoniata da una bellissima scala elicoidale in pietra e da un’elegante fontana collocata in una nicchia e sovrastata da un mascherone tipico del grottesco manierista. Il terzo periodo, ottocentesco, è caratterizzato soprattutto da un accrescimento dei volumi, che si inserisce nella ristrutturazione pressoché totale della zona più antica padronale, e rispecchia nei rifacimenti in stile il gusto neogotico e neorinascimentale tra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento.

Informazioni su elysir

www.associazionekokeshi.it
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